LA MALINCONIA DEI CRUSIC

Quella dei Crusich è la storia vera di una numerosa famiglia vissuta l’intero arco del secolo scorso,  con due guerre mondiali, rivoluzioni, guerre civili e altri sconvolgenti avvenimenti  sotto i cicli della luna, a fare puntuale compagnia alla terra ruotante solitaria nell’universo.  Tutti i Crusich vivono nell’ombra di una tenace malinconia, una sorta di ineluttabile preventiva nostalgia della vita che rende le loro esistenze particolarmente avventurose e intense. Ombra che spinge il capostipite  a navigare per i mari nella vana ricerca di un introvabile altrove per approdare all’inizio del Novecento a Corfù dove metterà al mondo sei figli. Li seguiremo, soli o con le loro famiglie, in Italia durante l’acclamata nascita del fascismo, in Africa durante la fondazione di un breve e fragile Impero, in storiche battaglie su aspre montagne abissine, in campi di concentramento per lunghe prigionie sotto il sole dei deserti egiziani. E poi di nuovo in Italia, a Milano, durante la faticosa ricostruzione della città uscita dalle macerie del Secondo Grande Massacro Mondiale, a Roma nei movimentati, futili anni della Dolce Vita, in Sudamerica in cerca di vagheggiate fortune. Fino all’ultimo dei Crusich che si imbarcherà a sua volta per una navigazione solitaria lungo le coste della terraferma, i soli luoghi dove forse poter trovare, protetti dal mare e dalla luna, la perduta bellezza del mondo. Una storia di padri e figli che è insieme un’epica saga familiare e un romanzo storico del nostro tempo, narrata con una lingue lucida e travolgente.

PRIMO CAPITOLO

 

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L'ULTIMA ESTATE IN CITTA'

Questo romanzo, diventato negli anni un libro di culto, è stato un caso editoriale pressoché unico. Vincitore del Premio Inedito 1973 e pubblicato da Garzanti in diciassettemila copie vendute in una sola estate, è poi scomparso dal mercato diventando un libro disputato da tre generazioni di esploratori di bancarelle e librerie fino al 2010 quando, diventato oggetto di tesi universitarie e di alcuni piccoli club di lettori disposti a farlo circolare tra i loro membri, è stato ripubblicato da Aragno con una vasta eco di stampa a sottolineare una clamorosa riscoperta. Finché, esaurita anche quella edizione, la sua ricerca è proseguita su internet, dove in breve è diventato introvabile. Da qui la ragione di questa edizione Bompiani, terzo editore in quarantatré anni a farlo nuovamente uscire dalla clandestinità.

 

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L'ULTIMA ESTATE IN CITTA'

Questo romanzo e' il ritratto ironico, amaro e disincantato di un uomo del nostro tempo. A trent'anni, egli si muove a caso fra mestieri discontinui e mediocri, fra convegni e incontri dove i rapporti umani sono effimeri e sfilacciati. Riconosce come suoi unici e non sgradevoli beni una vecchia automobile, un appartamento in prestito, alcune rare e fluttuanti memorie familiari. L'incontro con una ragazza irrequieta e fragile, che a tratti gli si mette accanto e a tratti scompare, e le deliranti divagazioni di un amico distrutto dall'alcool sembrano insediarsi nella sua solitudine e accendere in lui una volonta' di scelta e un soffio vitale.Ma egli sa di essere nel numero di quelli che perdono, per una inettitudine a vivere e per una oscura repulsione verso ogni vittoria. La citta' che lo accoglie e' una Roma inospitale, solenne, vasta e indifferente, e tuttavia prodiga nell'accordare a ogni esule e a ogni randagio qualche zona di protettiva penombra, non amica e non materna ma piuttosto befferdamente complice. La qualita' essenziale del romanzo e' nell'avere illuminato con disperata chiarezza il rapporto fra un uomo e una città, cioe' tra la folla e la solitudine.Natalia Ginzburg

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POSTA PRIORITARIA

Inaudito. Uno scrittore. Antonio D'Orrico

 

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