PRIVATI ABISSI - Premio Bagutta

Se il Chandler del Lungo Addio tornasse oggi a riferirci sugli amori e i delitti privati della “gente che conta”, la sua voce avrebbe forse il disincanto del narratore di Privati abissi. Giocatore di professione dal cuore dissestato, trascorre le sue giornate invernali all'ombra di un casinò su una costa fuori stagione ricostruendo, in una lontana estate, la tormentata storia d'amore di due rappresentanti di una colonia di transfughi dal mondo circostante che, sul finire degli anni Sessanta, avevano trovato a Roma, in un quartiere dentro un' ansa del Tevere, un' ultima, accogliente spiaggia per le loro disorientate esistenze.Esponente di una grande dinastia industriale lui, intento a cercare il senso della propria vita facendo occasionalmente il pianista, e bellissima ereditiera lei, in fuga da un inconfessabile segreto famigliare, i due protagonisti, dopo un precipitoso matrimonio in cui cercano reciproca salvezza dalle loro complicate vite, si troveranno invece a perdersi e poi inseguirsi in un ostinato, inutile lungo addio fino all' imprevedibile risvolto della loro avventura matrimoniale. Sullo sfondo di una Roma fluviale e indimenticabile, di leggendarie città europee e infine dello scuro specchio notturno di un lago, un lucido, disincantato apologo di desiderio e perdita di due “belli e dannati” in fuga dal loro mondo agiato e rivelatore degli oscuri abissi del cuore umano. Con le sue, sempre senza scampo, fughe all'inferno. Ferruccio Parazzoli.

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L'ULTIMA ESTATE IN CITTA'

Questo romanzo, diventato negli anni un libro di culto, è stato un caso editoriale pressoché unico. Vincitore del Premio Inedito 1973 e pubblicato da Garzanti in diciassettemila copie vendute in una sola estate, è poi scomparso dal mercato diventando un libro disputato da tre generazioni di esploratori di bancarelle e librerie fino al 2010 quando, diventato oggetto di tesi universitarie e di alcuni piccoli club di lettori disposti a farlo circolare tra i loro membri, è stato ripubblicato da Aragno con una vasta eco di stampa a sottolineare una clamorosa riscoperta. Finché, esaurita anche quella edizione, la sua ricerca è proseguita su internet, dove in breve è diventato introvabile. Da qui la ragione di questa edizione Bompiani, terzo editore in quarantatré anni a farlo nuovamente uscire dalla clandestinità.

 

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LA MALINCONIA DEI CRUSICH

Premio Viareggio per la narrativa e Premio Fiuggi per il romanzo storico

Quella dei Crusich è la storia vera di una numerosa famiglia vissuta l’intero arco del secolo scorso,  con due guerre mondiali, rivoluzioni, guerre civili e altri sconvolgenti avvenimenti  sotto i cicli della luna, a fare puntuale compagnia alla terra ruotante solitaria nell’universo.  Tutti i Crusich vivono nell’ombra di una tenace malinconia, una sorta di ineluttabile preventiva nostalgia della vita che rende le loro esistenze particolarmente avventurose e intense. Ombra che spinge il capostipite  a navigare per i mari nella vana ricerca di un introvabile altrove per approdare all’inizio del Novecento a Corfù dove metterà al mondo sei figli. Li seguiremo, soli o con le loro famiglie, in Italia durante l’acclamata nascita del fascismo, in Africa durante la fondazione di un breve e fragile Impero, in storiche battaglie su aspre montagne abissine, in campi di concentramento per lunghe prigionie sotto il sole dei deserti egiziani. E poi di nuovo in Italia, a Milano, durante la faticosa ricostruzione della città uscita dalle macerie del Secondo Grande Massacro Mondiale, a Roma nei movimentati, futili anni della Dolce Vita, in Sudamerica in cerca di vagheggiate fortune. Fino all’ultimo dei Crusich che si imbarcherà a sua volta per una navigazione solitaria lungo le coste della terraferma, i soli luoghi dove forse poter trovare, protetti dal mare e dalla luna, la perduta bellezza del mondo. Una storia di padri e figli che è insieme un’epica saga familiare e un romanzo storico del nostro tempo, narrata con una lingue lucida e travolgente.

PRIMO CAPITOLO

 

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